sabato 2 marzo 2013

ADAMA

Ho due personaggi che ogni tanto si intrufoleranno nel discorso: oggi vi presento Adama (una costola vagante), un'ex-ragazza che fa considerazioni su se stessa, sulla vita, sul quotidiano, con ironia e piuttosto allegramente; l'altra è Melusina-in-guazzetto.  Melusina è una sirena sui generis perché, come saprete, prima di tutto una vera sirena classica, oltre a sedurre chi ha brama di conoscenza e di infinito, assomiglia di gran lunga di più ad un pollo, cioè è un ibrido generalmente pennuto. Melusina invece nasce da una leggenda medievale, con una lunga coda di serpente che diventerà in seguito una coda di pesce quando alcune nobili famiglie francesi e sassoni vorranno vantare la discendenza da questa fata casalinga, facendola emergere da una bagnarola e non dal mare aperto. La mia Melusina è in guazzetto, cioè si erge, fra due pomodorini ciliegia e una patata, da una padella che quanto prima finirà su un fornello, quindi è più acida, cinica, petulante e insopportabile, nonostante l'aspetto ingannevole.
La foto di oggi lascia un po' a desiderare, perché l'ho fatta direttamente dal quaderno in cui le raccolgo. Vedrò se riesco a fare di meglio ...


venerdì 1 marzo 2013

BUM!

So che siete tutti in trepida attesa di sapere se anche il mio vecchio ufficio abbia fatto il botto insieme al Bar Net. Vi rassicuro: è solo un po' abbronzato di fuliggine e l'aria all'interno ha una nota affumicato-dolciastra a cui si abbinerebbe meglio una vodka di qualsiasi vino, ma è strutturalmente saldo. Mo' lo mettono pure in ozonoterapia, quindi alla fine parrà anche più giovane.

giovedì 28 febbraio 2013

PRIMAVERA !

Non e' passata ancora una settimana dalla copiosa nevicata che ha ricoperto anche le nostre campagne che il sole finalmente meno timido inizia a far capolino , inducendo la natura a risvegliarsi dal riposo invernale.                                                                    Colgo l'occasione per proporvi un bel libro acquistato che non e' molto su Amazon , che tratta si della flora edibile della gran Bretagna , ma che puo' tranquillamente adattarsi alle nostre campagne.
Sabato scorso , ho approffittato della fine della nevicata e mi sono recato con la mtb nella pineta a nord di Ravenna sul presto in modo da trovare la bianca coltre ancora vergine dal passaggio di esseri umani .
lo spettacolo e' statto di sicuro molto suggestivo , come credo possano testimoniare le immagini colte con un semplice telefono.
Non ho potuto comunque non pensare che di li a poco questi paesaggi sarebbero potuti essere tranquillamente scenari di , come lo chiamano gli anglosassoni "foraging" di erbe , bacche , funghi e altre meraviglie del mondo vegetale .
So , che l'avv. Bombardini , credo ispirato da Chiarini , hanno di gia' iniziato ,un percorso in tal senso ... Di sicuro c'e' che il mondo gastronomico guarda con sempre maggiore attenzione alle opportunita' offerte dal mondo "selvatico"
insomma , gli stalloni e le giumentei del parco 1 Maggio danno evidenti segnali di risveglio dei sensi dopo la pausa invernale , invito allora chi fosse interessato a liberare l'energia immagazzinata nei mesi appena trascorsi per convogliarne una parte in qualche puntata verso il wilderness con lo scopo di approfondire le opportunita' e costruire magari qualche appuntamento enogastronomico.

MASSUNHI

Allora,
sia in Sri lanka, che nel sudovest dell'India per non parlare dei maldiviani si è soliti fare colazione con il Massunhi, anche se non sono sicurissimo che si scriva così.
Si tratta di pane chapati che raccoglie all'interno una delizia che vi racconto.
Si grattugia del cocco fresco e lo si mescola con cipolla rossa cruda e tonno "sliced" appena scottato; a volte si utilizza pure quello in scatola sott'olio.
Vi assicuro che l'accostamento è notevole.
A questo punto pensavo di riproporlo in versione europea.
1) Invece del chapati farei dei cannoli di pasta fillo (tre strati sono sufficenti, cilindri di alluminio e forno a 160° per pochi minuti.
2) Salterei del tonno fresco (ventresca?) tagliato finemente con un filo di olio;
3) Stuferei leggermente pochi minuti la cipolla rossa per "ingentilirla" un poco;
4) il cocco, se si trova fresco, va grattuggiato come fanno loro.
5) Mescoliamo il tutto e farciamo i cannoli.
Question ?
una salsa ? come ? pensavo al porro e patata con aggiunta di anice stellato (Sultano docet...).
Dite la vostra
Nicoletti

lunedì 25 febbraio 2013

JEAN-LOUIS LATITANT

Religiosamente a casa dal lavoro per aver trascorso la notte fra un ronf e un ooops ad assistere alla cerimonia degli Oscar. Mi domando da sempre chi me lo faccia fare visto che del red carpet non se ne può ovviamente più, che i film americani comunque sono quelli che amo meno in assoluto, che oramai provo pathos solo quando sta per essere proclamato il miglior film straniero, e che poi mi inquieto quando quello stesso film non fa incetta anche di tutti gli altri premi...
AMOUR (Michael Haneke - con Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva) per me era IL FILM dell'anno, almeno quanto a sceneggiatura ed interpreti. E quindi rabbia e delusione quando la Riva, bellissima e intensa, nonché candidata come miglior attrice, ha dovuto lasciare il premio a una Jennifer Lawrence interprete del film Il lato positivo,  della quale non posso dire nulla perché non ho ancora visto questo film e men che meno lei.
Emmanuelle, lasciata sola nella fossa dei leoni anche dal Jean-Louis, ha tenuto per quasi tutto il tempo un'espressione (alla 'E' stata via'- chi se lo ricorda?????? Bertazorro????) fra il curioso e lo stupito di chi, recatasi ad assistere all'incontro sul tema 'Come debellare definitivamente le pulci del vostro cane' presti cortese e doverosissima attenzione pur domandandosi quale motivo, non avendo mai posseduto un cane, l'abbia spinta in un teatro dal quale può svignarsela solo alla fine o attraverso una plateale simulazione di peritonite.

domenica 24 febbraio 2013

Meringa

Mi ha chiesto un'amica come faccio le meringhe. Lo spiego molto volentieri ma invito anche Mrs. Bertazorro a dire la sua perché ne sa sicuramente più di me.
Intanto, dopo aver tentato le più svariate ricette, alcune delle quali prevedevano anche lo zucchero già parzialmente caramellato, ho avuto a mia volta le dosi ideali da un' altra amica e, rispetto a ciò che mi disse lei insegnandomi la Pavlova allo zabajone, ho solo variato i tempi di cottura.

Si utilizzano ALBUMI (grazie Aretino- la prossima volta vi avrei insegnato quella coi gusci) d'uovo rigorosamente a temperatura ambiente. Si pesano e li si comincia a montare, prima a velocità normale, poi sempre più alta. Quando iniziano a montare, si aggiunge identico peso di zucchero semolato e, quando invece vi sembrano quasi pronti, si aggiunge di nuovo identico peso di zucchero a velo e si continua a montare. La densità è corretta quando il composto 'sta in piedi'.
A questo punto si possono fare basi piatte, spumini, spumoni, virtuosismi vari col sac a poche.
Se faccio le basi, più piatte, le asciugo in forno ventilato a 80°-100° per un paio d'ore circa (mettete sempre a fianco uno spumotto della stessa altezza da assaggiare, così vi rendete conto se è ben asciutto anche l'interno, in modo che non sembri un chewing-gum); se invece faccio spumini, siccome non mi dispiace affatto che abbiano quel sapore un po' tostato, scaldo il forno a 160° almeno e lo abbasso a 80° appena li inforno.