Non è dignitoso andare avanti mendicando cavatappi.
Propongo ragionato acquisto dell'oggetto di seguito raffigurato.
E guai se sento volare una mosca...
venerdì 31 maggio 2013
domenica 19 maggio 2013
The Village Voice
Menù a casaccio realizzato nella prima serata al Villaggio dagli emeriti blogger:
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| Arriva, inatteso, un casatiello napoletano, regalo di P., col quale iniziamo gli assaggi mentre ancora siamo ai fornelli |
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| Persino il pane, sempre opera di Franco, è prelibato già da solo. |
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| Sfacciatamente ilare, Aldo presenta l'ultima pietanza della serata: "Omaggio agli AC/DC (carciofo, liquirizia e ricotta di pecora) |
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| Impossibile non pensare al Thelonius Monk ispiratore di Bottura. Tremo al pensiero che mi faranno dedicare un piatto a Orietta Berti, prima o poi.. |
| Si finisce col lemon curd (hai visto mai che non avessimo fatto il pieno di uova...) e una fetta di plum cake alle noci e cannella di Van Cuoc. |
In abbinamento: Sauvignon Buiatti 2010 Colli Orientali del Friuli- Collio Sauvignon 2009- Collio Edi Keber 2011-
Alcene .... un fortana progettato da Marisa e presentato nel 2009, del quale ignoro l'annata
sabato 18 maggio 2013
Adrià
Vi segnalo che il Ferran, da quando ha chiuso El Bulli, oltre ad insegnare Efficacia della creatività all’università di Harvard, sta lavorando al progetto BULLIPEDIA, una wiki culinaria presentata il 20 marzo scorso, dedicata interamente all’alimentazione e alla gastronomia, che mira alla classificazione e archiviazione dei prodotti alimentari e della loro trasformazione e che contestualmente dovrebbe diffondere il sapere di anni di sperimentazione a El Bulli.
Stando al video sotto, non vedo l’ora che sia consultabile, soprattutto perché è affidata a studiosi dell’università di Barcellona da lui coordinati e alla sua esperienza in cucina e non a chiunque si alzi una mattina con l’impulso irrefrenabile di sproloquiare sul lampascione (per questo abbiamo i blog su cui sfogarci).
Ah… si comincerà a girare (forse entro l’anno) anche il film El Bulli, ispirato al libro di Lisa Abend The Sorcerer's Apprentices: A season in the kitchen at Ferran Adrià's el Bulli, che ricostruirà per noi feticisti l'ultimo anno di apertura del locale, il 2011.
venerdì 17 maggio 2013
Sacro fuoco
L'ultimo trend della gastrosofia è l'extreme barbecueing.
Propongo perciò di ambientare il prossimo evento sull'Etna; in notturna sarebbe ancora più fascinoso.
Propongo perciò di ambientare il prossimo evento sull'Etna; in notturna sarebbe ancora più fascinoso.
giovedì 16 maggio 2013
COME PELARE UN UOVO COTTO :PASSATELLI , BUONA LA PRIMA
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| Il tema della serata doveva essere le declinazioni di uova e asparagi , anche se poi il rischio di minare i valori biologici dei trigliceridi hanno consigliatio i piu' prudenti ad optare x altro . |
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| Il resoconto del resto della serata lo lascio ai simpatici compagni della bella serata .. |
sabato 11 maggio 2013
Parmigiana???
Ovviamente nulla da dire: la parmigiana parrebbe non avere nulla di 'emiliano-romagnolo' se non un nome che potrebbe trarre in inganno e farne risalire le origini a Parma. Beh, questa versione, che in famiglia mia si fa da generazioni e che ho trovato solo in un foglio strappato da mia nonna apparentemente a un antichissimo libro di cucina, al quale non si riesce a risalire, sembra smentire abbastanza la premessa. Certo è anche più 'tosta' della versione napoletana o siciliana, ma provatela una volta sola nella vita e ditemi se non è STRA-OR-DI-NA-RIA.
In tempi non sospetti ne parlai nell'antesignano dei siti di cucina, Coquinaria, creato da Rossanina Del Santo, aretina come l'amico blogger, ma qualcuno mi infamò perché avevo usato impropriamente il nome parmigiana per questa ... 'cosa'. Però tutti quelli che la mangiano poi me la richiedono, quindi consiglio ai puristi di chiamarla 'quer-pasticciaccio-brutto-co-la-meranzana' ma di provarla!
Ingredienti: (non do dosi perché dipende dalla grandezza delle vostre teglie)
melanzane nere tonde
uova sode
un uovo intero
mortadella
parmigiano
sugo di pomodoro
basilico
sale , pepe
olio di semi di arachide
La parte più insopportabile è friggere, in tanto olio bollente, le fette di melanzana (vanno bene anche le melanzane lunghe ma le 'tonde nere' -per intenderci quelle che arrivano a pesare mezzo chilo cadauna, di più recente mercato, sono ideali). Fatele pure a fette spesse perché poi si assottigliano e si avverte meno il loro sapore. Ripeto: olio bollente e melanzana possibilmente fredda da frigorifero, perché la melanzana è avida di olio e se lo pappa senza ritegno. Una volta fritte e scolate ben bene su chilometri di carta da fritti, il più è fatto. Ora si tratta di comporre la parmigiana in questo modo:
primo strato di melanzane a foderare tutta la teglia, qualche leggerissima cucchiaiata di passato di pomodoro che avrete ristretto con pochissimo olio evo e abbondante basilico, una grattugiata di parmigiano su tutta la superficie, coprire con mortadella affettata
secondo strato di melanzane, pomodoro, parmigiano e uova sode tagliate a fette sottili con l'apposito attrezzo (in una teglia come la mia ce ne sono 4)
terzo strato di melanzane, pomodoro, parmigiano e mortadella
ultimo strato di melanzane e pomodoro che coprirete con un uovo sbattuto e parmigiano
mettere tutto in forno a 170° per una ventina di minuti a far dorare.
Il giorno dopo è ottima. Se poi la congelate, abbiate l'accortezza di sporzionarla dentro la teglia quando è ancora un po'congelata, così i quadrotti vengono perfetti e la buccia delle melanzane non vi ostacola.
In tempi non sospetti ne parlai nell'antesignano dei siti di cucina, Coquinaria, creato da Rossanina Del Santo, aretina come l'amico blogger, ma qualcuno mi infamò perché avevo usato impropriamente il nome parmigiana per questa ... 'cosa'. Però tutti quelli che la mangiano poi me la richiedono, quindi consiglio ai puristi di chiamarla 'quer-pasticciaccio-brutto-co-la-meranzana' ma di provarla!
| Parmigiana alla Van Cuoc (di solito la teglia viene colma ma mi ero stancata di friggere) |
melanzane nere tonde
uova sode
un uovo intero
mortadella
parmigiano
sugo di pomodoro
basilico
sale , pepe
olio di semi di arachide
La parte più insopportabile è friggere, in tanto olio bollente, le fette di melanzana (vanno bene anche le melanzane lunghe ma le 'tonde nere' -per intenderci quelle che arrivano a pesare mezzo chilo cadauna, di più recente mercato, sono ideali). Fatele pure a fette spesse perché poi si assottigliano e si avverte meno il loro sapore. Ripeto: olio bollente e melanzana possibilmente fredda da frigorifero, perché la melanzana è avida di olio e se lo pappa senza ritegno. Una volta fritte e scolate ben bene su chilometri di carta da fritti, il più è fatto. Ora si tratta di comporre la parmigiana in questo modo:
primo strato di melanzane a foderare tutta la teglia, qualche leggerissima cucchiaiata di passato di pomodoro che avrete ristretto con pochissimo olio evo e abbondante basilico, una grattugiata di parmigiano su tutta la superficie, coprire con mortadella affettata
secondo strato di melanzane, pomodoro, parmigiano e uova sode tagliate a fette sottili con l'apposito attrezzo (in una teglia come la mia ce ne sono 4)
terzo strato di melanzane, pomodoro, parmigiano e mortadella
ultimo strato di melanzane e pomodoro che coprirete con un uovo sbattuto e parmigiano
mettere tutto in forno a 170° per una ventina di minuti a far dorare.
Il giorno dopo è ottima. Se poi la congelate, abbiate l'accortezza di sporzionarla dentro la teglia quando è ancora un po'congelata, così i quadrotti vengono perfetti e la buccia delle melanzane non vi ostacola.
venerdì 10 maggio 2013
Vermetti satanici
Di seguito riporto lo stralcio della normativa comunitaria in materia di igiene alimentare riguardante l'obbligo di abbattimento di temperatura per il consumo di pesce crudo.
REG.
CEE 853/2004 – All. II - Sez. VIII - Cap. III – Lettera D
“REQUISITI RELATIVI AI PARASSITI”
1. I prodotti ittici di seguito precisati
devono essere congelati a una temperatura non superiore a –20°C in ogni parte
della massa per almeno 24 ore; il trattamento dev'essere eseguito sul prodotto
crudo o sul prodotto finito:
a) i prodotti della pesca che vanno
consumati crudi o praticamente crudi;
b) i prodotti della pesca a base delle
specie seguenti, se devono essere sottoposti ad un trattamento di affumicatura
a freddo durante il quale la temperatura all'interno del prodotto non supera i
60°C:
i) aringhe,
ii) sgombri,
iii) spratti,
iv) salmone (selvatico) dell'Atlantico e
del Pacifico;
c) prodotti della pesca marinati e/o salati
se il trattamento praticato non garantisce la distruzione delle larve di
nematodi.
2. Gli operatori del settore alimentare non
sono obbligati a praticare i trattamenti di cui al paragrafo 1 qualora:
a) i dati epidemiologici disponibili
indichino che le zone di pesca d'origine non presentano rischi sanitari con
riguardo alla presenza di parassiti;
b) le autorità competenti lo autorizzino.
3. I prodotti della pesca di cui al
paragrafo 1 devono essere accompagnati, alla loro immissione sul mercato, da
un'attestazione del produttore che indichi il trattamento al quale sono stati
sottoposti, salvo qualora siano forniti al consumatore finale.
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