http://www.scubaportal.it/immersioni-subacquea-piallassa-baiona.html
a questo link le incredibili foto realizzate nei fondali della Baiona da Nic che, se siete iscritti a facebook e cliccate MI PIACE, probabilmente il prossimo anno potrà finalmente fare le tanto agognate ferie
:-))))))))))))))
mercoledì 27 marzo 2013
martedì 26 marzo 2013
La più classica torta al cioccolato
Alle signore che pazientemente e con insolita attenzione e curiosità hanno frequentato quest'ultimo corso paghe ho promesso di postare uno dei diecimila modi di riciclare le uova di Pasqua, e lo faccio cominciando con una torta al cioccolato che si può anche cuocere in una teglia rettangolare e tagliare a quadrotti da servire insieme ad altri pasticcini.
E' molto nota e non ha niente di innovativo, ma è pur sempre ottima e altrettanto facile.
Ingredienti:
100 g zucchero a velo
200 g di cioccolato fondente (70%, non troppo di più - quello delle uova è ok in genere)
100 g di burro
4 uova
1 cucchiaio di fecola di patate
Fondete a bagno maria o a fiamma bassissima burro e cioccolato insieme, mescolando e facendo in modo che non 'cuociano'. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
A parte frullate lo zucchero coi soli 4 tuorli, poi aggiungeteli al cioccolato fuso.
Sempre mescolando, unite anche il cucchiaio di fecola di patate.
Montate a neve i quattro albumi e aggiungeteli al composto mescolando PIANO dal basso verso l'alto (ciò consente agli albumi di non smontarsi e mantiene l'aria all'interno dell'impasto, che naturalmente non è particolarmente denso perché non contiene farina).
Versate in uno stampo da torte unto di burro o foderato di carta forno, se avete quelli a cerniera, e infornate (in forno già caldo - sembra superfluo ma sono stata accusata di non averlo detto in altre occasioni) per 25' a 180° (170° se usate il ventilato). Appena tolta dal forno andrebbe fatta raffreddare per mezz'ora in frigorifero. Io non la metto proprio a caldo del tutto perché altrimenti mi resta la torta e mi si decompone tutto il resto che stava in fresco. Diciamo che, se non la si mette affatto, la differenza è impercettibile, ma questo potrei rinnegarlo. :-)
Volendo si può cospargere di zucchero a velo.
E' NORMALE CHE L'ASPETTO NON SIA LIVELLATO MA PIUTTOSTO IRREGOLARE, O CHE PRESENTI DELLE CREPE IN SUPERFICIE. Nel caso basta sostenere che nasce da un'idea di Burri.
E' normale anche che dentro sia più 'umida' che all'esterno. In tal caso è addirittura migliore.
Ciao a tutte e ... fatemi sapere come è andata. Se non riuscite a postare commenti potete scrivere a passatellinghingheri@gmail.com
E' molto nota e non ha niente di innovativo, ma è pur sempre ottima e altrettanto facile.
Ingredienti:
100 g zucchero a velo
200 g di cioccolato fondente (70%, non troppo di più - quello delle uova è ok in genere)
100 g di burro
4 uova
1 cucchiaio di fecola di patate
Fondete a bagno maria o a fiamma bassissima burro e cioccolato insieme, mescolando e facendo in modo che non 'cuociano'. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
A parte frullate lo zucchero coi soli 4 tuorli, poi aggiungeteli al cioccolato fuso.
Sempre mescolando, unite anche il cucchiaio di fecola di patate.
Montate a neve i quattro albumi e aggiungeteli al composto mescolando PIANO dal basso verso l'alto (ciò consente agli albumi di non smontarsi e mantiene l'aria all'interno dell'impasto, che naturalmente non è particolarmente denso perché non contiene farina).
Versate in uno stampo da torte unto di burro o foderato di carta forno, se avete quelli a cerniera, e infornate (in forno già caldo - sembra superfluo ma sono stata accusata di non averlo detto in altre occasioni) per 25' a 180° (170° se usate il ventilato). Appena tolta dal forno andrebbe fatta raffreddare per mezz'ora in frigorifero. Io non la metto proprio a caldo del tutto perché altrimenti mi resta la torta e mi si decompone tutto il resto che stava in fresco. Diciamo che, se non la si mette affatto, la differenza è impercettibile, ma questo potrei rinnegarlo. :-)
Volendo si può cospargere di zucchero a velo.
E' NORMALE CHE L'ASPETTO NON SIA LIVELLATO MA PIUTTOSTO IRREGOLARE, O CHE PRESENTI DELLE CREPE IN SUPERFICIE. Nel caso basta sostenere che nasce da un'idea di Burri.
E' normale anche che dentro sia più 'umida' che all'esterno. In tal caso è addirittura migliore.
Ciao a tutte e ... fatemi sapere come è andata. Se non riuscite a postare commenti potete scrivere a passatellinghingheri@gmail.com
SOS aromatiche
Argh! ma il timo limonato dove lo vado a pescare? C'è nell'orto di Nicoletti?
Gìà che ci siete, dimenticavo che Malena propone un nome per quando avremo la sede: SCEFFFFFFF
Sarà che mi ricorda l'Isaac Hayes di quando avevo diciott'anni (appena l'ha pronunciato ci siamo messi tutti a cantare Shaft...) ma a me piace, con o senza tutte le F alla Veronica Lake.
Ai voti.
Gìà che ci siete, dimenticavo che Malena propone un nome per quando avremo la sede: SCEFFFFFFF
Sarà che mi ricorda l'Isaac Hayes di quando avevo diciott'anni (appena l'ha pronunciato ci siamo messi tutti a cantare Shaft...) ma a me piace, con o senza tutte le F alla Veronica Lake.
Ai voti.
lunedì 25 marzo 2013
...e se poi non amate l'agnello
per motivi etici o di gusto, e visto che il prossimo week end si prospetta piovoso e si gode ancora del piacere di un piatto un po' 'caldo' (io oggi mi vedrei bene davanti a un coccio di polenta e uccelletti scappati, per dire.... e, considerato che sono in ferie e che mi occhieggiano giusto un paio di libri tridimensionali e due intonsi**** in e-book ....) vi consiglio la GUANCIOLA DI MANZO BRASATA CON PUREA DI PATATE ALLE ERBE.
E' una ricetta di Antonello Colonna ( aveva il ristorante omonimo nella campagna romana, ora è all'Open Colonna, nel palazzo delle Esposizioni, in zona Quirinale a Roma) del quale mi sono rammentata proprio in funzione di un delizioso carrè d'agnello al pecorino ... mmmmm...
per 4 persone
450 g di guancia di manzo (su ordinazione il mio macellaio ve la procura, se non la trovate altrimenti); 350g di patate;150 ml latte; 20 g burro; prezzemolo, basilico, aglio, timo fresco, olio d'oliva, sale; Per il brodo: 2 pomodori maturi, 2 carote, 2 zucchine, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 testa d'aglio, 3dl acqua.
Far spurgare la guancia di manzo in acqua fredda per circa 1 ora. Preparare il brodo con l'acqua salata, le verdure a pezzi, la testa d'aglio e la carne. (Io la testa d'aglio la metto intera, appena un po' sbucciata della camicia più esterna, non avendo mai avuto indicazioni più precise -ditemi voi)
Lessare le patate, sbucciarle, passarle e preparare una purea aggiungendo latte bollente, burro freddo a pezzetti , sale prezzemolo e basilico pestati (qb).
Una volta cotta la guancia, salarla all'interno, dividerla in 4 pezzi, sistemarli in una padella preriscaldata e unta con un filo d'olio evo. Brasare con 2dl di brodo, 1 spicchio d'aglio schiacciato e 1 rametto di timo per 5 minuti. A cottura ultimata ottenere una riduzione del fondo di cottura e filtrarlo nel colino.
Si impiatta molto semplicemente appoggiando ogni quarto ad un ciuffo di purea, si fa il giro di riduzione col biberon e infine si completa con un rametto di timo. Più semplice e lento di così....
**** E' evidente che in tal caso 'intonsi' va sostituito con un neologismo, quindi lancio un concorso a premi commestibili per il migliore che mi manderanno Brusaola & friends (no giri di parole).
E' una ricetta di Antonello Colonna ( aveva il ristorante omonimo nella campagna romana, ora è all'Open Colonna, nel palazzo delle Esposizioni, in zona Quirinale a Roma) del quale mi sono rammentata proprio in funzione di un delizioso carrè d'agnello al pecorino ... mmmmm...
per 4 persone
450 g di guancia di manzo (su ordinazione il mio macellaio ve la procura, se non la trovate altrimenti); 350g di patate;150 ml latte; 20 g burro; prezzemolo, basilico, aglio, timo fresco, olio d'oliva, sale; Per il brodo: 2 pomodori maturi, 2 carote, 2 zucchine, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 testa d'aglio, 3dl acqua.
Far spurgare la guancia di manzo in acqua fredda per circa 1 ora. Preparare il brodo con l'acqua salata, le verdure a pezzi, la testa d'aglio e la carne. (Io la testa d'aglio la metto intera, appena un po' sbucciata della camicia più esterna, non avendo mai avuto indicazioni più precise -ditemi voi)
Lessare le patate, sbucciarle, passarle e preparare una purea aggiungendo latte bollente, burro freddo a pezzetti , sale prezzemolo e basilico pestati (qb).
Una volta cotta la guancia, salarla all'interno, dividerla in 4 pezzi, sistemarli in una padella preriscaldata e unta con un filo d'olio evo. Brasare con 2dl di brodo, 1 spicchio d'aglio schiacciato e 1 rametto di timo per 5 minuti. A cottura ultimata ottenere una riduzione del fondo di cottura e filtrarlo nel colino.
Si impiatta molto semplicemente appoggiando ogni quarto ad un ciuffo di purea, si fa il giro di riduzione col biberon e infine si completa con un rametto di timo. Più semplice e lento di così....
**** E' evidente che in tal caso 'intonsi' va sostituito con un neologismo, quindi lancio un concorso a premi commestibili per il migliore che mi manderanno Brusaola & friends (no giri di parole).
TORTA DI PASQUA
Consegnata a Brusaola, di fronte a una deliziosa colazione fra il verde e la pioggia allo Chalet, la prima torta della Pasqua 2013 (devo infornarne altre 8/9 entro venerdì...). Mi chiede di postare la ricetta che di solito seguo, per confrontarla alla sua. Vi segnalo poi che ieri sera ho assaggiato da Piera una pasta semplicissima ma talmente appetitosa che sto andando a fare la spesa per riprodurla prestissimo e della quale non vi darò la ricetta prima di fine luglio, perché poi mi serve per fare un figurone appena il terrazzo tornerà agibile (oggi sembra il Lago d'Iseo). Non solo: la sera prima da Maddalena ero rimasta altrettanto entusiasta del 'Raviolo del pensiero laterale', ma per questo invito lei stessa a pubblicare la ricetta utilizzata.
TORTA DI PASQUA UMBRA
5 uova 1 cucchiaino di zucchero
300 g farina 0 1 cucchiaino scarso di sale
200g farina Manitoba 1 cucchiaino di pepe nero
25g lievito di birra 5 cucchiai di olio umbro
100 ml acqua 50 g di strutto (io uso sempre il burro ammorbidito)
125 g parmigiano grattugiato + 125 g pecorino romano grattugiato
Sciogliere il lievito ed il cucchiaino di zucchero nel decilitro d’acqua tiepida, meglio se in un bicchiere di plastica, e lasciarlo fermentare per 5 -6 minuti.
Mettere la farina in una ciotola capiente e fare al centro un pozzetto. Riempirlo col lievito fermentato e amalgamare con un cucchiaino un po’ di farina (non tutta!) raccolta al centro del pozzetto fino ad ottenere una pappetta molliccia. Coprire con altra farina senza impastare, in modo da isolarlo dall’aria e lasciar fermentare per poco più di un’ora, ulteriormente coperto con un canovaccio.
Nel frattempo sbattere le uova, unire pepe, sale, formaggi grattugiati e infine l’olio e lasciar amalgamare i sapori.
Quando il panetto è lievitato impastarlo con questo composto e tutta la farina che era rimasta ai bordi. Impastare bene e alla fine aggiungere anche il burro già morbido. Eventualmente si può aggiungere un po’ di farina ma facendo in modo di non superare i 600 g complessivi; l’impasto deve comunque restare molle e umido.
Lasciarlo nuovamente riposare a temperatura ambiente per 45 minuti/ un'ora. A questo punto, volendo rispettare la tradizione umbra, andrebbe messo in un'apposita teglia da forno alta 20 cm, ma io utilizzo uno stampo per plum-cake in silicone nel quale la torta acquista un aspetto da fungo oblungo ridondante e un po' deforme, ma ugualmente appetitosissimo (se non usate il silicone, ricordatevi di ungerlo di burro). Fate lievitare nuovamente in luogo caldo finché raggiunge il bordo dello stampo.
Cuocere a 200°e 180° con vapore all’inizio (si fa così: si porta il forno a 200° lasciando socchiuso lo sportello – poi si introduce la teglia e si versa direttamente sul fondo del forno un bicchiere d’acqua, dopodiché si chiude lo sportello velocemente per evitare di cuocere a vapore anche il vostro avambraccio E SI ABBASSA LA TEMPERATURA A 180°).
Se usate il forno in modalità 'ventilato', abbassate sempre di una decina di gradi la temperatura impostata rispetto a qualsiasi ricetta. Lo stesso vale quando fate un idromassaggio in vasca...
Se usate il forno in modalità 'ventilato', abbassate sempre di una decina di gradi la temperatura impostata rispetto a qualsiasi ricetta. Lo stesso vale quando fate un idromassaggio in vasca...
Si lascia cuocere per circa 45 minuti (NONDIPIU'), poi si verifica la cottura con uno spiedino di legno, che deve uscire asciutto dal cuore della torta.
La si toglie dallo stampo, la si avvolge in un canovaccio e la si mangia dopo 2 o 3 giorni.
venerdì 22 marzo 2013
Casa Ghigi-Pagnani
Solo una segnalazione veloce a 'Quelli-del-blog' (se non ci consentono di chiamarci Chefyourself, bisognerà bene organizzarci...) : ieri sera ho saputo da Roberto Pagnani che Casa Ghigi-Pagnani, scrigno di una notevole collezione di opere d'arte raccolte dall'omonimo nonno di Roberto, che io ebbi l'opportunità di visitare anni fa col Chiarià, Emilio e Pat, sarà aperta al pubblico per una visita guidata del FAI il 19 aprile p.v.
Prima di tutto ve la consiglio vivamente (io se ce la faccio andrò a rivederla), non fosse altro per scoprire realtà ravennati sconosciute ai più, ma anche perché la storia di questo 'collezionista per caso' è davvero affascinante; poi perché la casa riflette, meglio di qualsiasi museo, l'amore che c'è stato alla base della raccolta e l'ospitalità offerta ad artisti in seguito diventati famosi; infine perché è il laboratorio in cui oggi Roberto, che va conosciuto assolutamente sia come artista che come persona, produce la 'sua' arte (www.robertopagnani.blogspot.it).
Inoltre, chiederei gentilmente a Maddalena come possiamo avere informazioni sugli orari dell'iniziativa, perché non trovo riferimenti sul web.
Prima di tutto ve la consiglio vivamente (io se ce la faccio andrò a rivederla), non fosse altro per scoprire realtà ravennati sconosciute ai più, ma anche perché la storia di questo 'collezionista per caso' è davvero affascinante; poi perché la casa riflette, meglio di qualsiasi museo, l'amore che c'è stato alla base della raccolta e l'ospitalità offerta ad artisti in seguito diventati famosi; infine perché è il laboratorio in cui oggi Roberto, che va conosciuto assolutamente sia come artista che come persona, produce la 'sua' arte (www.robertopagnani.blogspot.it).
Inoltre, chiederei gentilmente a Maddalena come possiamo avere informazioni sugli orari dell'iniziativa, perché non trovo riferimenti sul web.
martedì 19 marzo 2013
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